Odino e i Vichinghi

Da Odino e i Vikinghi a INRI Band

Odino e i Vichinghi

La storia dei complessi musicali del Golfo di Gaeta

1960-1980

Capitolo II

Odino e i Vichinghi

  Premessa

I corsivi in rosso sono miei appunti personali o per fissare i tempi (sono passati 50 anni!) o per indicare i “non ricordo bene”.

1964 – La nascita

(Nell’anno scolastico 1963-64 frequento la II Ragioneria)

Durante l’estate 1964, finita la seconda ragioneria, Santino fa il cameriere all’Hotel Serapo (è direttrice la Sig.ra Nicolina Di Ciaccio) e nella pausa tra pranzo e cena va a scuola di chitarra dal maestro Roberto Scipione. Ha già studiato musica nei tre anni di avviamento commerciale (scuola ubicata dove attualmente è la pinacoteca di Tonino Lieto),  ed ha poi proseguito da autodidatta  comprandosi a 14 anni  la prima chitarra in mogano.

Nell’autunno del 1964 nasce il complesso “Odino e i Vichinghi”, sul modello dei Beatles e sulla scia di una formazione allora famosa nella nostra zona (I Nobili) formata da giovani più avanti negli anni rispetto a loro: Enzo Maltempo, Tonino Bazzanti, Bruno Piluddu, Nicolino Perrone.

Tonino Odino, cantante,  è il capocomplesso, in quanto il più anziano (circa 30 anni!?); alla batteria c’è Salvatore Riccio, 16 anni (più o meno), studente al Cabottaggio;  al basso: Domenico Chiartano, 16 anni (più o meno), studente al Nautico; alla chitarra accompagnamento c’è Fabio Agresti (14 anni (più o meno), anch’egli studente al Nautico, minuto e patito dei Beatles (che allora ancora non erano poi notissimi!) dei quali conosce a memoria tutte le canzoni; e alla chitarra solista: Santino, 16 anni, studente di Ragioneria, che diventa anche il cassiere-amministratore del complesso.

Le chitarre elettriche sono marca “Eko”, quella di Santino, in simil-madreperla color acquamarina davanti  e  retro bianco, è costata una piccola fortuna (120 mila lire?) e se l’è comprata con i risparmi delle ultime estati quando ha lavorato nel ‘62 al distributore Agip di Piazza Roma (Triestina) e  nel ‘63 iniziando la carriera di cameriere all’Hotel Serapo, pagandosi così i libri scolastici e l’abbonamento a Purificato, cioè l’autobus giornaliero Gaeta-Formia per frequentare la ragioneria.

1965 e 1966 – L’affermazione   

Le prove del complesso si tengono inizialmente a casa di Odino, poi vengono spostate  in una stalla dismessa di Piazza Cavallo (attuali Officine Hermes) e quindi in un ex-magazzino militare dopo il circolo sottufficiali.

Odino e i Vichinghi cominciano suonando ai matrimoni e poi a feste e  veglioni nei locali di Gaeta: Hotel Mirasole, Hotel Argonauta (l’attuale Summit), Hotel Serapo, con un cachet iniziale intorno alle 30 mila lire che qualche anno dopo supererà anche le 300 mila.

Dai primi del 1966 iniziano ad andare fuori in provincia: al Lago di Fondi, in locali a Cassino, a Castelforte per la festa del patrono dove trovano la piazza gremita di persine  e molti che chiedono gli autografi.

Per l’estate ’66 vengono ingaggiati con contratto fisso per tutti i sabato e domenica da giugno a settembre dal bar (Hoffmann!? Non mi ricordo il nome,  il locale è ubicato alla sinistra dell’attuale bar del Comune). Questo bar è gestito da una straniera, la signora Hoffmann (Hoffmann!? Danese? Olandese? Non mi ricordo) e per la prima volta nella storia di Gaeta si vede un complesso che suona in un locale all’aperto (siamo ad almeno trent’anni prima di Christian).

L’idea della proprietaria è naturalmente attirare i clienti e in realtà ad ogni esibizione, che dura dalle 17,00 alle 23,00, assistono centinaia e centinaia di spettatori che si posizionano fuori del recinto dei tavoli ad ascoltare, ma anche i tavoli stessi sono sempre tutti occupati. E’ un grande successo!

La divisa del complesso è una maglietta celeste tipo Lacoste con pantaloni  tipo jeans neri.

La canzone più richiesta è quella dei Giganti:

“Una ragazza in due” http://www.youtube.com/watch?v=rLHp7UaLJOc  

ma anche le canzoni dei Beatles come Michelle http://www.youtube.com/watch?v=GbsfZe8s56M

e Satisfaction dei Rolling Stones http://www.youtube.com/watch?v=qXcNQTa3zgs

Santino è un patito delle musiche di Santo & Johnny (duo di chitarristi molto famoso all’epoca) e quindi il repertorio strumentale dl Odino e i Vichinghi le comprende tutte:

http://www.youtube.com/watch?v=wN34zcgyP4M .

Le esibizioni al bar si aprono e chiudono con la canzone: “Son solo stasera”, parole e musica di Odino, che diventerà la sigla di tutti gli spettacoli.

Il bar è frequentato anche da un giornalista tedesco, Gerd (!?Non ricordo il cognome) il quale diventa un ammiratore appassionato del complesso su cui pubblica perfino  articoli in Germania. Successivamente procurerà ed organizzerà anche una audizione per la RAI, che si tiene al circolo ufficiali di Gaeta in Piazza Traniello, la quale però non avrà maggior fortuna.

Con i guadagni dell’estate e con l’acquisto di un pacco di cambiali che  firmerà Odino (l’unico maggiorenne), i “Vichinghi” vanno da “Ciano & Coccoluto” (in Lungomare Caboto, dove attualmente sono i magazzini Colozzo) e comprano un impianto di amplificazione all’avanguardia per l’epoca, il Binson (marca usata anche dai Pink Floyd), con possibilità di amplificare fino a 5 microfoni e altrettanti strumenti, mixer, effetti eco, reverbero, cattedrale e altro e una potenza di 150 watt che per la tecnologia di allora era un sogno. Costava sulle ottocentomila lire, più di due Fiat 500!.

Anche le chitarre vengono cambiate, ora sono marca “Framus” e la batteria è di prim’ordine (non mi ricordo la marca, all’epoca ambitissima dai batteristi).L’amplificatore della chitarra elettrica è un Fender e lo usano i migliori complessi dell’epoca. Odino e i Vichinghi vanno orgogliosi della loro orchestrazione!

Con quelle potenti apparecchiature, le prove del complesso non si possono più tenere in un piccolo locale chiuso e allora si fanno all’aperto, a Piazza Cavallo sulla terrazza di casa di Santino. Nel pomeriggio verso le 16,00, un paio di volte la settimana, mezza Gaeta Vecchia si affaccia regolarmente ai balconi per ascoltarle!

                                                                                                                                                                 

1967 – Il successo

Nell’ottobre 1966 (!?) si tiene ad Itri una gara tra tutti i complessi della zona: Itri, Fondi, Gaeta, Formia, Scauri, ecc. Assistono qualche migliaio di persone, la piazza principale è stracolma e la gente invade anche le strade adiacenti, la giuria è formata dal Quartetto Cetra. Bisogna esibirsi con un pezzo cantato e uno strumentale. (Non mi ricordo più il pezzo cantato). Il pezzo strumentale per chitarra è “Apache” http://www.youtube.com/watch?v=NoN6AKPGkBo .

Odino e i Vichinghi vince il primo premio e da quel momento può ben fregiarsi del titolo di migliore complesso del Sud Pontino. Non c’è festa di patrono in cui non venga chiamato, compreso S.Erasmo a Gaeta (P.zza Traniello), la Madonna del Rosario (sopra Gaeta) e S. Erasmo a Formia (P.zza Santa Teresa), luoghi tutti gremitissimi alla loro apparizione che costituisce sempre  il “clou” della serata!

Nel 1967 suonano al Mak P100 della ragioneria (Santino si è diplomato quell’anno) e,  con grande dispiacere della signora Hoffmann, per l’estate vengono ingaggiati dal Lido Selene (si chiamava Luna Rossa!?) per suonare tutte le sere da giugno a settembre. E’ una novità assoluta per quei tempi ma è perchè il lido si organizza in quanto da qualche mese è arrivata di stanza a Gaeta la nave “Little Rock” ammiraglia della VI Flotta americana nel Mediterraneo e molti fiutano buoni affari.

Il contratto è per 15.000 lire a sera e risolve al meglio la necessità di pagare le cambiali a Coccoluto!

Ora la divisa di Odino e i Vichinghi è cambiata: camicia bianca a maniche lunghe con gilet rosso (a Odino è verde) e pantaloni neri a “zampa d’elefante” con un raso rosso nella svasatura dei pantaloni che parte da mezza gamba, nonchè al collo una grossa catenina argentata con altrettanto grosso medaglione  (raffigurante? Segni zodiacali!? Niente!? Non mi ricordo).

Gli spettacoli giornalieri iniziano verso le 18,00 e si concludono tassativamente a mezzanotte altrimenti arriva la volante del Commissariato di P.S.. E’ che i villini prospicienti, d’estate, sono tutti abitati da “pezzi grossi” di Roma e già il permesso fino a mezzanotte è un risultato eccezionale!

Anche questo è un grandissimo successo perchè tutte le sere il lido è gremitissimo di militari americani e rispettive consorti, amiche, fidanzate e quanta altra gente ruota intorno a loro, con un notevole ritorno di incassi data la notoria simpatia degli americani per gli alcolici (a quell’epoca, perchè purtroppo oggi ci siamo americanizzati più di loro!).

Accade anche che spesso la nave va in missione e si nota che molte mogli continuano ugualmente a frequentare il lido anche se con differenti accompagnatori. Naturalmente, non mancano simpatie verso gli orchestrali che però possono corrispondere soltanto durante le brevissime pause. E’ talmente evidente che c’è un fiorire di relazioni extra-coniugali che per ovvie ragioni di immagine deve intervenire addirittura il Comando americano. E’ verso fine estate quando, una mattina, la nave parte per la solita missione di una settimana ma ritorna improvvisamente dopo la mezzanotte e causa un fuggi-fuggi generale di mogli o fidanzate che si trovavano in letti altrui! Probabilmente molti matrimoni sono finiti quella notte ma quel che è certo è che da allora nei tanti locali notturni che fioriranno a Gaeta non si videro più donne americane!

Nell’autunno di quell’anno ’67 il complesso prende la gestione diretta dello “Chalet” di Sant’Agostino (è lo stabile che si vede ancora oggi proprio di fronte al bivio che dalla strada dietro la raffineria sbuca sulla via Flacca) che diventa un punto di ritrovo pomeridiano-serale nei fine settimana. Loro stessi organizzano poi  il veglione di Capodanno all’Hotel Mirasole che per l’occasione fa il pienone, oltre quattrocento persone!

Odino e i Vichinghi fa anche delle puntate al “Sombrero” di Sperlonga, al Laghetto di Fondi e al Club 24 (locale notturno) di Latina. Suonano al Mak P100 del Magistrale di Formia, all’Hotel Fagiano, per l’occasione con una divisa speciale:  giacca gialla, camicia bianca con farfalla e pantaloni neri!

Da tempo vi sono più di un ammiratore che li seguono dappertutto e qualcuno si presta gratuitamente per aiutarli a montare e rismontare le strumentazioni. C’è Gigino Trenga (o Sasso!?) che non si perde un appuntamento e regolarmente si offre  come autista-trasportatore con la propria Fiat 600,  per il solo onore di cenare insieme a loro.

Intanto Santino si è comprato la “500” (regalata da zia Assuntina ma pagata da Santino!) e i cinque Vichinghi ci stanno larghi (Fabio,  il chitarrista, è proprio minuto ma è ancora sanissimo, purtroppo invece morirà qualche anno dopo per una grave malattia, a complesso già sciolto).

1968 – Lo scioglimento

Santino Letizia e Domenico Chiartano si sono diplomati in quell’anno 1967 e trascorsa l’estate il primo si è iscritto alla facoltà di Statistica dell’Università di Roma ed il secondo attende un imbarco per iniziare la carriera marinara.

Ai primi del ’68 Bebè, allora personaggio locale molto noto perchè “proprietario” dell’Hotel Mirasole ma soprattutto perchè dirigente della squadra di calcio del Gaeta, se ne va alla ragioneria di Formia alla scoperta di un giovane ragioniere capace di tenere l’amministrazione della neo-costituita SMIG (Società Montaggi Industriali di Gaeta) che esegue la manutenzione degli impianti della raffineria. Lì gli indicano, per l’appunto,  Santino che così comincia a lavorare pur continuando gli studi universitari.

Con la partenza di Chiartano e il forzato abbandono di Santino (Università, lavoro e musica non si possono conciliare al medesimo tempo) si chiude la parabola di Odino e i Vichinghi e anche la fase di spensierata adolescenza-giovinezza dei suoi componenti.

Tonino Odino e Salvatore Riccio continueranno a cantare e suonare successivamente e per anni con altre formazioni, ma la magia di Odino e i Vichinghi non tornerà mai più!

Santino Letizia

 

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